Cronaca di un Atto D'Amore

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Tutto è permesso, tranne interrompere un Atto d'Amore

(Paulo Coelho - Il cammino di Santiago)

 

Una domanda fondamentale

La domanda fondamentale  che serve da premessa a questa Mia Vicenda Personale, e alla quale Tutti potremmo dovere prima o poi rispondere in qualche circostanza della nostra vita, è la seguente: “ Può l'Amore Assumere In e Su di sé  il Diritto ed il Dovere e con essi la Responsabilità di Agire anche a mezzo della Forza per impedire a Chi Amiamo di autodistruggersi e annientarsi?” A questa domanda il giorno 5 Maggio 2005 Io Decisi di Rispondere Sì !!!

Forza e violenza

E' Bene precisare che a Mio avviso esiste una profonda distinzione tra Forza e violenza. La Forza, ha sempre e comunque presente in ogni fase dell'Azione quale Obbiettivo Primario ed Imprescindibile il Bene dell'Altro, Il Rispetto per la Sua Dignità di Persona , la Sua Libertà, e la Sua Educazione all'Indipendenza. Questo vale anche in quei casi in cui si rendesse necessario per un certo periodo “contenere” la Persona anche contro la sua volontà per impedirLe di arrecare danno grave a sé e ad altri, La Forza in sintesi è sempre mossa dal Bene per l'Altro ed ha sempre un Fine Costruttivo. A differenza della violenza la quale  ha come obbiettivo l'annientamento, e l'umiliazione  e quindi il male dell'altro, senza avere nessun obbiettivo educativo o altruistico, la violenza in sintesi è sempre mossa dal male ed ha quindi sempre un fine distruttivo, mentre la Forza ha un Fine Costruttivo ed Educativo nel senso più Nobile della Parola.

 La Legge Inglese

 A sostegno di quanto appena detto e di quanto dirò di seguito và citata una recente Legge del Parlamento Inglese, la quale sostiene che: “la persona che si trova sotto l'effetto di alcool e droga, è ritenuta incapace di intendere e di volere, e la legge si spinge oltre, dichiarando che chi ha rapporti sessuali con una persona che sia sotto l'effetto di alcool e droga, va trattata da un punto di vista giuridico al pari uno stupratore.” Questa legge si è resa necessaria per il grave incremento di azioni delittuose compiute e ricevute da persone sotto l'effetto di alcool e droga. E questo non è un problema solo dell'Inghilterra, ma è un problema di portata mondiale, all'Inghilterra va riconosciuto  grande coraggio e consapevolezza nell'emanazione di questa Legge.

Sintesi di: cronaca di un Atto D’Amore

Quel 5 Maggio del 2005, dopo avere provato a percorrere un po' tutte le altre strade “legali” possibili per Aiutare Lisa ad uscire da una condizione di tossicodipendenza, senza però nessun risultato, decisi, assumendoMi la Responsabilità e tutti i rischi di questa Mia azione di Forza, di recarMi - Insieme ad un amico medico il quale aveva il solo compito di assistere Lisa in caso di malore - a prendere Lisa per portarla via con la forza da una vita malata o meglio “di merda” come Lisa era solita riferirsi alla sua vita di allora. Io e Lisa trascorremmo in piena Armonia i giorni dal 5 al 9 Maggio in questa oasi di pace che era la casa di montagna, dove il da me nominato “Progetto Salvezza” che aveva come scopo quello di affrancare Lisa dalla sua condizione di tossicodipendenza, avrebbe dovuto avere attuazione. In quei 4 giorni Lisa è sempre stata Libera di muoversi dentro e fuori la casa come dimostrato dagli atti di indagine, fu sempre trattata con profondo rispetto, come dimostrato dalle perizie medico legali e dalle testimonianze agli atti, prova ulteriore ne è che Lisa mi disse che erano anni che non stava così Bene, (tutto questo veniva “ovviamente” taciuto dalla stampa) Tuttavia alle ore 12.00 circa di Domenica 8 Maggio durante il viaggio di ritorno dal canile di Marzabotto, dove ci eravamo recati per adottare una cagnolina che Lisa desiderava moltissimo, e a cui Lisa diede il nome di Stella, Lisa in preda ad una probabile crisi di astinenza, lasciò cadere un biglietto con una delirante richiesta di aiuto, raccolta da due ragazzi che vendevano fiori per una associazione caritatevole. Da qui partirono le indagini. Ciò che non è chiaro però è il perché la stessa Lisa che alle ore 12.00  circa dell'8 Maggio chiede aiuto con un biglietto, in seguito ed esattamente  alle ore 16.30 circa dello stesso giorno davanti ad una pattuglia dei carabinieri intervenuta -quando si dice il caso-  per verbalizzare il decesso della cagnolina Stella ad opera di una coppia di ragazzi che distrattamente viaggiava in auto investendo e uccidendo la cagnolina Stella, su una strada dove passava una macchina ogni morte di papa. Non è chiaro perché Lisa in quel frangente se voleva veramente porre fine a questo presunto rapimento, non abbia chiesto aiuto ai carabinieri che sono rimasti sul luogo per circa mezz'ora. (episodio in atti) Questo comportamento ambivalente di Lisa verrà poi in seguito chiarito e spiegato dalla Dr.ssa Zavatti medico psichiatra, con riferimento alla condizione tossicofilica di Lisa. Sempre la psichiatra dirà. “Il gesto commesso dal Pingitore appare in linea con gli ideali di vita che hanno ispirato il suo percorso esistenziale e scaturisce dalla decisione consapevole di aiutare Lisa ad affrontare problemi psicologici e di addiction di tale gravità da configurare a tutti gli effetti un rischio reale per la integrità psico-fisica e finanche per la vita”  E il Prof. Turrini medico psichiatra perito del tribunale, aggiungerà nella sua perizia: “Il Pingitore espone una propria visione della vita e degli scopi dell'esistenza, visione dotata di una indubbia coerenza interna, sebbene, per taluni aspetti originale o almeno non convenzionale; e lo fa senza alcuna ostentazione, né intento di imporre come vera o superiore la propria visione del mondo. Va sottolineato come le azioni di cui alle imputazioni, abbiano trovato per il Pingitore una motivazione, se non proprio una giustificazione, in rapporto ad un sentimento altruistico; egli insomma appare essere stato disposto anche a correre dei rischi personali (come in effetti è poi avvenuto) pur di mettere in atto ciò che egli riteneva fosse la strada per una “salvezza” dell'altra, coerentemente con i propri principi che vedono il “Bene” dell'altro come valore fondante le scelte dell'agire.”  

ENTRAMBI i Periti furono d’accordo nel definire il Mio GESTO Un Gesto Carico di Senso di RESPONSABILITA’ e di ALTRUISMO .    (Perizie depositate in Atti)

 Nonostante tutto questo fosse assolutamente palese sin dalle prime battute delle  indagini, il Lunedì 9 Maggio 2005  alle ore 4.00 venivo arrestato dai carabinieri di Vergato con l'accusa di sequestro di persona, in seguito condannato con una sentenza vergognosa, emessa dal G.U.P. Dr Riccardo Nerucci a tre anni e otto mesi, - senza nemmeno il riconoscimento delle attenuanti generiche per essere Io incensurato - , e dopo quindici mesi scarcerato grazie all'indulto. Provvedimento per il quale ringrazio tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione che hanno avuto il coraggio ed il buon senso di votarlo.

Si badi bene che il 27 Maggio 2005 dopo interrogatorio da parte del GIP Drssa Cristina Beretti, la stessa disse al mio avvocato che il carcere non era il posto giusto per Me, e che avrei dovuto essere senza meno  rimesso in libertà.

Ho sempre sostenuto davanti ai magistrati, al P.M. Drssa Valentina Salvi, ai carabinieri e ai mezzi di comunicazione, di avere agito per Amore, per disintossicare Lisa dalla droga, e sottrarla ad uno stile di vita che lei stessa definiva “una vita di merda”.  - Sottolineo che TUTTO quanto qui affermato è stato riscontrato attraverso le indagini degli inquirenti ed è agli atti .- Chiunque abbia avuto a che fare con una persona con problemi di tossicodipendenza o abuso di sostanze o tossicofilia che dir si voglia, sa cosa significhino quelle parole di Lisa, pesanti come macigni e che gravitano come un monito sul capo di tutte le istituzioni dello stato che indifferenti ogni giorno a quella che è sicuramente una delle più gravi emergenze planetarie, assistono con colpevole ignavia alla distruzione di tante vite e di tante brillanti menti, e di tanta immensa dignità che si dissolve nell'ennesima striscia di polvere bianca o in una canna o in una pasticca o in una siringa, o in un bicchiere di alcool, o in una casa da gioco, o altro...

Lisa viveva una condizione penosa, come milioni di ragazze e ragazzi nel mondo, la sua vita era a pezzi, la sua famiglia era a pezzi, sua madre era disperata, vedeva Lisa sfiorire giorno dopo giorno, ed il fratello di Lisa non era da meno della sorella, anche lui con problemi di tossicodipendenza, fu aiutato da Me ad uscire dalla tossicodipendenza, ( anche questo è agli atti )

Come è Naturale, una volta uscito lui dalla droga e riacquistando un senso della realtà e dell'ordine delle cose, il fratello di Lisa si rese conto anche lui dello squallore in cui sua sorella Lisa si trovava, e del dolore che entrambi avevano causato a sé stessi, alla loro Madre, e alla memoria del loro Padre.

(Nel corso degli anni in cui avevo conosciuto Lisa dal 1998 al 2004, avevo più volte e in diversi modi cercato di aiutarla ad uscire dal tunnel in cui era caduta all'età di 16 anni, i molti medici, psicologi, assistenti sociali, presso i quali l'avevo portata, o indirizzato la madre a recarvisi con Lisa non avevano prodotto nessuna cambiamento, nessun risultato).

Così pensai dopo sette anni di calvario io e quattordici lei, che l'unico modo per porre fine a tutta quella sofferenza (e per evitare che Lisa rischiasse ancora la vita o la propria libertà), fosse quello di “rapirla” e di portarla in un luogo lontano dalle sue abitudini autodistruttive, dalle compagnie devianti, e con tanta pazienza lasciare che il Tempo e una Vita Semplice e Naturale, Uniti al Mio Affetto Facessero il Miracolo di Liberare Lisa dalla schiavitù della droga.

La Madre ed il Fratello davanti alla disperazione, approvarono tale risoluzione, d'altro canto davanti al vuoto sociale ed istituzionale, all’assenza di uno stato incapace di proteggere i propri cittadini da tanto degrado Etico, quella era l’unica strada concreta percorribile in quel momento, e forse l'ultimo treno per Lisa sul quale salire per salvarSi. Fu così che il 5 maggio Lisa fu portata da Me e dal Fratello in accordo con la Madre, su in montagna per aiutarla a disintossicarsi dalla droga, e più in particolare dalla cocaina. Questa in estrema sintesi è la cronaca di un Atto di Amore, messo in atto da Me con l’aiuto della Madre e del Fratello di Lisa, e del Mio Amico Medico, - i quali, è Bene Dirlo Forte e Chiaro, Io, penso che mai come nel prendere quella tormentata quanto sofferta Decisione, abbiano dimostrato a Lisa quanto la Amassero – L’azione,è durata quattro giorni, cioè fino a quando le “forze dell’ordine?” non vennero a “liberare?”  Lisa per riconsegnarla alla sua “vita di merda” da cui Lisa aveva provato più volte ad uscire senza però averne mai la forza.

 

Dubbi  Legittimi

   Ribadisco:  Di tutto quanto qui detto mi assumo tutta la responsabilità, confortato dalle risultanze di indagine che confermano tutto ciò che ho detto.  Nonostante il fatto che la verità fosse sin dalle prime battute di indagine palese, vi sono tanti punti oscuri in questa vicenda ancora da chiarire. Come ad esempio:

  1. Perché essendo stato arrestato il 9 maggio 2005, soltanto il 12 Maggio i media ne hanno dato notizia? Appare legittimo pensare che si volesse avere il tempo di preparare un bel teatrino mediatico? Con il mostro sbattuto in prima pagina e una vittima (che non c'è mai stata) e i “buoni?” che venivano a liberarla, riconsegnandola alla “vita di merda” da cui tante volte Lisa aveva provato ad uscire senza averne le forze sufficienti per sottrarvisi in modo risolutorio?
  2. Perché e da chi il segreto istruttorio è stato sistematicamente violato, consegnando alla stampa non solo notizie che sarebbero dovute rimanere ben custodite negli archivi della procura di Reggio Emilia, ma diffondendo anche notizie sulla mia famiglia che nulla avevano a che fare con il procedimento in corso? Che sia, questo caso, come ormai i casi di maggiore impatto mediatico, uno strumento per soddisfare la vanità e l'ambizione di qualche magistrato desideroso di luci della ribalta più che di Giustizia e Verità?
  3. Perché la procura di Reggio Emilia e la stampa hanno avuto durante la vicenda giudiziaria un atteggiamento a dir poco ambiguo e ambivalente? Ora , ero colui che agì a fin di bene per salvare Lisa dalla droga, ora ero il santone che guariva i detenuti dalla droga, ora ero il pazzo socialmente pericoloso – da qui le perizie psichiatriche a cui fui sottoposto – che se rimesso in libertà avrebbe potuto fare chissà quali disastri? -  Un'altra volta ancora ero colui che redimeva i compagni di prigionia convincendoli a non avere più nulla  a che fare con la droga. Ora la Procura si diceva disponibile a concedere un patteggiamento di pena a sei mesi come avvenuto con il mio coimputato, ora sarei dovuto uscire di prigione, dopo il primo interrogatorio, poi la stessa procura era disponibile a concedermi gli arresti domiciliari presso una comunità per aiutare i tossicodipendenti, poi improvvisamente uscita di scena la D.rssa Cristina Beretti (è Bene e Giusto dirlo, l’unico Magistrato incontrato in questa vicenda dotato di Grande Umanità ed Equilibrio, e che ricordiamolo voleva scarcerarmi dopo il primo interrogatorio), divento improvvisamente un pazzo pericoloso da tenere il più a lungo possibile in galera, capovolgendo radicalmente le dichiarazioni rilasciate dal perito della procura, e uscite sulla stampa soltanto un mese prima: "PINGITORE, VOLEVA SOLTANTO IL BENE DELLA SUA LISA"  (così titolava la Gazzetta di Reggio del 30 Dicembre 2005) questo diceva il perito della procura dr Lino Rossi, per poi capovolgere in gennaio, completamente le sue dichiarazioni indirizzando la perizia verso i voleri e i disegni della procura, la quale voleva dimostrare la mia pericolosità sociale. (Bell'esempio entrambe le parti di Etica professionale). La Perizia disposta dal Tribunale, però smentirà clamorosamente sia la procura di Reggio Emilia ed il P.M. Valentina Salvi,  (che il dr Lino Rossi nella sua seconda versione)  Rimarcando invece il Mio Senso di Responsabilità e di Altruismo in tutto ciò che ho fatto in questa Vicenda!!! (Vedi Perizie agli atti del Prof. Luciano Turrini e della Prof.ssa Patrizia Zavatti) Di tutto ciò non si tenne minimamente conto quando sei mesi dopo chissà con quale coraggio e chissà perché e con quale faccia, il P.M Valentina Salvi, - senza avere il coraggio di presentarsi in aula a formulare la sua richiesta –  tramite un sostituto il P.M Nascimbeni,  chiese una condanna a sette anni e sei mesi di reclusione? Praticamente il massimo della pena (8 anni) prevista  dal codice penale per quel tipo di reato. Ora appare legittimo chiedersi: Essendo detenuto in galera cosa avevo potuto fare nel frattempo a indagini oramai chiuse, dal 31 dicembre 2005 in avanti di tanto grave per meritare una richiesta di pena tanto severa e agli antipodi dalle posizioni di sei mesi prima? Forse che la Procura di Reggio Emilia, voleva evitare di trasformarmi agli occhi della Opinione Pubblica in un Eroe, così come ebbe a dirmi l’avvocato, dovendo così ammettere agli occhi della Opinione Pubblica di AVERE COMMESSO UN CLAMOROSO ERRORE? Spieghi la Procura di Reggio Emilia il perché delle fughe di notizie e il perché a gennaio 2006, cioè ben sei mesi prima del processo si era già deciso che a Pingitore – cioè il sottoscritto- si sarebbe dovuto applicare una condanna esemplare? Decidere questo prima del processo, - io non sono un avvocato-  non vi pare un tantino scorretto per non dire illegale? Vi sono testimoni di quanto affermo.
  4. Su quale altare la vittima sacrificale – Pietro Pingitore – doveva venire sacrificato? Per favorire l'ambizione, la carriera e la vanità di chi?
  5. Perché dalla casa posta sotto sequestro, alla quale avevano accesso soltanto gli inquirenti, sono spariti oggetti personali anche di valore, senza che alla fine nessuno ne sapesse nulla? Sono questi gli amministratori della Giustizia di cui Noi Cittadini di questo Stato dovremmo avere fiducia?
  6. Perché il Giudice ha ritenuto di darmi una condanna tanto pesante senza nemmeno riconoscermi le attenuanti generiche, che di solito si concedono anche in casi di delitti ben più gravi?
  7. Perché l’Avvocato di Lisa, (Domenico Noris Bucchi), si è permesso più volte di insultarmi   (dandomi più volte dello squilibrato sulla stampa), e comunicare a mezzo stampa e tv, all’opinione pubblica notizie divergenti dalle risultanze degli atti processuali, continuando a sbandierare la non promisquità della sua assistita con la droga, dato questo inconfutabilmente dimostrato e contraddetto invece dalle perizie tossicologiche disposte dal P.M Drssa Valentina Salvi. E perché la procura non è intervenuta per impedire che venissero dette cose in contrasto con i risultati di indagine? Un cittadino “normale” se si fosse permesso di dire qualcosa di diverso dalle indagini della procura, così come fatto dall’avvocato di Lisa, sarebbe stato sommerso da querele, con l’onere poi di difendersi, sostenendo i costi di una giustizia o MALAGIUSTIZIA che purtroppo troppo spesso giustizia non è?
  8. Perché in questo bizzarro paese chi non ha mezzi sufficienti, non può difendersi adeguatamente, dovendo affidarsi alla lotteria del gratuito patrocinio?
  9. Quale attendibilità possono avere le dichiarazioni di Lisa rilasciate dietro compenso (e su suggerimento di qualcuno poco interessato alla verità e molto al businness) in questo o quel programma televisivo o su diversi giornali così come è accaduto?
  10. Una domanda molto interessante è la seguente: perchè il Maresciallo Bertini, dei carabinieri che parteciparono all'arresto, lo stesso che mi puntò durante l'arresto la pistola alla testa, dopo avere interrogato Lisa, mentre io stavo ammanettato nella guardiola della caserma, volle venire  a salutarmi dandomi la mano e dicendomi: " si è capito dall'interrogatorio della ragazza (Lisa) che tra Voi c'è un profondo affetto,e che Tu Vuoi il Suo Bene, ma non ti pare di avere un po' esagerato?" No, non credo risposi, quel che ho fatto l'ho fatto solo per il suo bene. Il maresciallo sorrise di comprensione e poi dandomi la mano mi salutò andandosene e dicendomi che tutto sarebbe andato per il meglio. Vi pare logico che un maresciallo dei carabinieri vada a dare la mano ad un sequestratore che abbia trattato in modo indegno una persona? Ancora una volta Mi pare che ci sia una incongruenza non rilevata o non voluta rilevare dagli inquirenti.
  11. Infine Permettetemi una domanda, la domanda delle domande, in questo caso: “ Se qualcuno di Voi avesse una Persona Amata, e la stessa fosse resa schiava da una delle più subdole e temibili  forme di schiavitù ovvero la droga, dopo avere per anni assistito alla Disperazione e al Degrado e allo Squallore della vita in cui la Droga ha Sprofondato e Costretto La Persona Amata, a quel punto e solo a quel punto vi chiedo: cosa sareste disposti a fare per AIUTARLA?”

 Come dissi al Giudice: quale che sia la Vostra risposta, GRAZIE!!

 Pietro Pingitore

 

E - mail inviata al Ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella in data 24/ Luglio/ 2007

Egregio Signor Ministro Clemente Mastella, Mi chiamo Pietro Pingitore, sono uno dei "delinquenti" che hanno beneficiato dell'indulto. Un provvedimento tanto impopolare, quanto mai necessario, per fare fronte ad una situazione carceraria grave, e che un sistema iniquo, disumano, e profondamente ingiusto, non riesce proprio ad Armonizzare all'articolo 27 della Costituzione Italiana, dove tuonano come monito due parole su Tutte: RIEDUCAZIONE e UMANITA'. La Prego di VolerSi Attivare, affinché il Carcere si Trasformi in luogo per la Rieducazione e la Rinascita di quegli Esseri Umani che hanno commesso errori, ma che Intendono riscattarsi. Per il provvedimento dell'Indulto, desidero Ringraziare di Cuore Lei e TUTTI i Parlamentari di maggioranza e opposizione che hanno avuto il coraggio di VOTARLO, mantenendo FEDE FINALMENTE alla PROMESSA fatta a Camere Riunite, a GIOVANNI   PAOLO II, GRAZIE anche a Nome Suo. Per quanto poi attiene al motivo per cui sono finito in prigione, desidero soltanto dirle in sintesi che ho scontato 15 mesi di galera di una condanna a 3 anni e 8 mesi per avere cercato di togliere dalle grinfie della droga, la Persona Amata. Ritengo di essere stato oggetto di una profonda Ingiustizia, poiché tanti troppi sono i lati oscuri, e le incongruenze e i giochetti fatti da chi ha gestito questa vicenda. A Lei che è Ministro di Grazia e Giustizia, Io Pietro Pingitore, chiedo SEMPLICEMENTE, GIUSTIZIA. Ringraziandola ancora. La saluto Cordialmente.

PIETRO PINGITORE

 

droga

 Alcuni visitatori, chiesero un giorno al Maestro che cosa ne pensasse delle droghe. Il Maestro rispose: “ Vi sono droghe per tutti i gusti, droghe per stordire e rilassare, droghe per stordire e allucinare, droghe per stordire e eccitare. La matrice comune a tutte le droghe, è lo stordimento. Lo stordimento ti trascina da un estremo all’altro in continuazione, dalla depressione più profonda all’euforia più illusoria.  Ora la questione è che cosa siete venuti a fare su questa Terra? Io dico che siete qui per Vivere! E la Vita è quella cosa che Accade e che vi scivola via mentre siete impegnati a stordirvi. Affermo che lo stordimento è contrario alla Vita, poiché trascinandovi da un estremo all’altro vi impedisce di Comprendere e Vivere la Meravigliosa Bellezza e Unità della Vita”.        (tratto da il Bastone del Maestro 2  di Pietro Pingitore - in fase di ultimazione -)

 

IL GUERRIERO DELL'ANIMA

A volte il guerriero dell’Anima è sconfitto e stanco, e vorrebbe riposarsi. Ha freddo e vorrebbe essere    scaldato da un corpo che ama. Ha sonno e vorrebbe chiudere gli occhi. E' ferito e vorrebbe potersi ritirare per un po’, il tempo per curarsi le ferite. Avrebbe bisogno di aiuto, ma intorno a lui non c’è nessuno a cui poterlo chiedere, è solo, è stato  abbandonato. Dove sono, si chiede, coloro, gli "amici" che fino a  poco tempo fa mi osannavano? Dove sono ora  che, come mai, avrei bisogno del loro sostegno? Nelle orecchie ode le risa stridule di chi lo crede finito, di chi nel momento del bisogno gli ha voltato le spalle. E’ affranto, il guerriero dell’anima, e viene tentato di scendere a patti con il male. Che importa si dice tanto fanno tutti così. Per chi lottare ancora? Per chi resistere? Si chiede. E’ caduto migliaia di volte, ha sbagliato innumerevoli volte, ma si è sempre rialzato. Stavolta però gli sembra di non averne più la forza, di  avere toccato il fondo. Il male lo guarda e con sorriso di sfida gli dice: arrenditi stupido, non vedi che a nessuno interessa dei tuoi ideali, dei tuoi valori della tua etica? Vieni con me un guerriero come te potrebbe conquistare il mondo. Il guerriero è stremato piange, urla, si dispera tormentato da mille dubbi si accascia al suolo, respira profondamente il profumo della terra, ascolta il battito del suo cuore, che diviene poco a poco  come un tamburo di guerra che lo incita alla battaglia. Chi Sei? Gli chiede la sua Anima. Il Guerriero non risponde, ma sorride, e a quel punto la Forza è ancora con Lui, così si Rialza, Pronto a Combattere ancora con rinnovato Entusiasmo. (riflessioni tratte dal Manuale dei Guerrieri dell'Anima  di Pietro Pingitore - di prossima pubblicazione)

LETTERA DI UN AMICO e Compagno di Prigionia

 

Ipotesi di reato!? - Fine ottobre 2005

Io - Sequestrato?!?!? Sono stato arrestato una sera di Maggio, dopo un inverno a dir poco pietoso, spaventoso. Sono un tossico dipendente, da un po' di anni. Ma quest'anno dato che lo stato come riduzione del danno dà fiumi di metadone, che a livello di intossicazione è molto molto peggio dell'eroina, ed in più dato che non hai più bisogno di spendere soldi per l'eroina, ora la cocaina la fa da padrone. E come ho passato io questo inverno, tanti,tanti altri ragazzi e ragazze si sparano in vena 30, 40 pere al dì. Intendere e volere, certo, ogni quarto d'ora, ogni 20 minuti, volere in ogni modo trovare i soldi per una dose, 24 ore al giorno.  E' la cocaina che comanda ogni tua cellula cerebrale. Intendere e volere?!? E' la paranoia, la psicosi di quando la coca in gergo "cala" e se ciò che si chiama lucidità? Perché a farsela in vena non è come sniffarla, a farsela in vena dura molto meno. Quindi quando passa l'effetto, non è lucidità, è mostruosità. Intendere e volere?!? No! Non si è esseri umani, si è "cocainomani". Sniffare, fumare, iniettarsela sempre cocaina è nonostante tutto, nessuna differenza. Mi trovo qua a scrivere, la carcerazione mi ha aiutato, ed altri episodi, a recuperare una parte di consapevolezza, di chiedere di nuovo  aiuto. E se devo essere sincero, se non mi avessero arrestato, carcerato, fermato, non c'era dio, amico, amore, in grado di fermarmi, perché non c'ero più io. In questo frangente di carcerazione,ho conosciuto una persona detenuta, con cui condivido la cella, il suo reato è avere sequestrato una ragazza, una ragazza che lui ama. Lei fa uso di cocaina, lui tranne una canna a militare non ha mai fatto uso di sostanze. E per l'Amore ha pensato che visti come sopra citato gli effetti della cocaina, di "carcerarla" in una bella casa di campagna, in mezzo ad un bosco, un posto tranquillo...... il preludio a una tempesta di ipocrisie. Mi è stato chiesto, di cosa ne penso io di questo gesto. Che ne più ne meno corrisponde con una ipocrita differenza: "un giudice, un p.m. mi hanno giudicato e arrestato, e solo questo ha potuto fermarmi" Io ho risposto alla domanda semplicemente che se qualcuno avesse fatto con me la stessa cosa 10/15 anni fa, non sarei qua a scrivere. Ma come dice il mio amico Pietro: " i disegni di Dio non sono a noi sempre comprensibili" E va bene così.  No, non va bene un cazzo, non va bene che si carceri una persona e lo si inondi di ipocrisia e di merda solo perché noi, chi sniffa, chi se la fuma, chi se la spara in vena, non è in grado di intendere e di volere, e distinguere il bene dal male. La follia la fa da padrona. Mi fa sorridere se penso che ci si giudica tra chi se la sniffa, che dà del tossico a chi usa la siringa. Quindi provo ad immaginare "l'opinione pubblica" cosa ne pensa di una persona che per amore sequestra una ragazza. la quale poi rinnega il problema e colui che ha tentato di aiutarla. Se il problema non esistesse, non ci sarebbero milioni di ragazzi e ragazze disperati, e comunità sparse in tutto il globo, programmi terapeutici e tutto il resto. Le statistiche poi sono tragiche su 10 soltanto 2 ci saltano fuori veramente. Ho visto persone, e io compreso, dopo due o tre anni dentro una comunità terapeutica, e dopo un periodo di apparente consapevolezza, saltare, rinunciare a vivere, e allora quanti poi muoiono, d'overdose. Cazzo! Tanti! Troppi! Poi mi viene il vomito a guardare il TG, persone note in coma per abuso di sostanze, attori, poverini, che si fanno una notte in galera e poi via in comunità, solo perché hanno i soldi, e la ragazza morta? Ipokrisia allo stato puro! Quante cose ci sarebbero da dire su questo argomento e lo schifo che lo circonda. Sono sicuro che a tempo debito, sia il mio amico Pietro ed io, potremo parlare, semplicemente di come stanno le cose, e della speranza. Quindi in fine ringrazio colui che con infamia, mi ha fatto arrestare carcerare per uno stupido cellulare. Grazie a voi giudici che con il potere ipocrita della legge, mi avete "sequestrato" ed in qualche modo ....... salvato! Ora sta di nuovo a me.... Grazie Pietro!

Con affetto  Claudio Buosi 

Grazie Claudio per questo Tuo regalo (Pietro)

 

20 Maggio 2009 Sentenza di Appello

IL 20 MAGGIO SI E' SVOLTO IL PROCESSO DI APPELLO PER LA VICENDA QUI IN QUESTA PAGINA RIPORTATA. LA CORTE DI APPELLO HA RIDOTTO, PRATICAMENTE DIMEZZANDOLA LA CONDANNA DI 1° GRADO, RICONOSCENDO LE ATTENUANTI, (NON RICONOSCIUTE CHISSA' PERCHE' IN 1° GRADO) RIDUCENDO LA PENA DA TRE ANNI E OTTO MESI A DUE ANNI, CON LA SOSPENSIONE CONDIZIONALE, E RICONOSCENDOMI NELLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA: le attenuanti dell'aver agito PER PARTICOLARI MOTIVI DI RAGIONE SOCIALE E MORALE. Che in termini giuridici, come spiegatomi dal mio avvocato significa che hanno riconosciuto VERITIERE LE RAGIONI DEL MIO AGIRE  TALI MOTIVAZIONI ESPRESSE DAI MAGISTRATI DELLA CORTE DI APPELLO SONO MOLTO IMPORTANTI, A MIO AVVISO PERCHE' SMONTANO IL TEOREMA DISTORTO CHE SI ERA FATTA LA PROCURA NELLA PERSONA DELLA drssa Valentina Salvi, LA QUALE AVEVA IMPOSTATO LA PUBBLICA ACCUSA NON TANTO SULLA EMERSIONE DELLA VERITA' DEI FATTI COME AVREBBE DOVUTO, VERITA' DA ME SEMPRE SOSTENUTA IN OGNI FASE PROCESSUALE DI QUESTA VICENDA, MA BASANDO INVECE L'ACCUSA  SU TEOREMI DISTORTI, DIMOSTRATISI POI INFONDATI, E RICONOSCIUTI COME TALI ANCHE  DALLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DEI GIUDICI DELLA CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA. A QUESTO PUNTO GLI INQUIRENTI TUTTI DOVREBBERO FARSI UN BELL'ESAME DI COSCIENZA, E CHIEDERSI AL SERVIZIO DI COSA SIA STATA SACRIFICATA LA VERITA' DEI FATTI ACCADUTI.

QUI SOTTO SE AVETE VOGLIA DI LEGGERLA, RIPORTO INTEGRALMENTE LA LETTERA INVIATA IN DATA 21 SETTEMBRE 2009 AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ANGELINO ALFANO, COSI' COME FATTO IN PRECEDENZA CON IL ministro Mastella in data 24 Luglio 2007. Senza ottenere però all'epoca, nessun risultato che andasse al di là della pubblicazione della mia mail sul blog dell'allora ministro. SPERO STAVOLTA IL MINISTRO VOGLIA ATTIVARSI PER FARE UN PO' DI GIUSTIZIA. PERCHE' UNA COSA E' CERTA SE IO HO DETTO LA VERITA' COME RICONOSCIUTO DALLA CORTE DI APPELLO E DALLA STESSA PROCURA DI REGGIO EMILIA GIA' AL TEMPO DELLA MIA PRIGIONIA LA QUALE PER BEN TRE VOLETE EBBE ADIRE SULLA STAMPA Le dichiarazioni di Pingitore, sono ritenute dalla Procura e dagli inquirenti come attendibili perché ogni passaggio ha trovato riscontri precisi. 

BENE, DICEVO,ORA, SE IO HO DETTO LA VERITA', COME FINALMENTE RICONOSCIUTOMI ESPLICITAMENTE ANCHE DALLA CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA, SEPPUR DOPO 4 ANNI DI CALVARIO GIUDIZIARIO, E SE  E' STATA EMESSA UNA SENTENZA DI CONDANNA ACCOGLIENDO INVECE LE TESI DELL'ACCUSA CHE SOSTENEVANO UNA VISIONE DEI FATTI DIVERSA DALLA MIA, ALLORA QUESTO PROCESSO E' STATO UN PROCESSO CHE HA VISTO EMETTRE UNA SENTENZA BASATA SULLA MENZOGNA.

STAREMO A VEDERE SE ESISTE ANCORA UN PO' DI GIUSTIZIA IN QUESTO PAESE IN PIENA DECADENZA ETICA CHE E' L'ITALIA.

Per il momento grazie per la attenzione e PACE A VOI.

 

BUONA LETTURA PER CHI NE HA LA VOLONTA'

 

Egregio Signor Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano

Con la presente sono a denunciare alcuni episodi, a mio avviso scorretti accaduti nel lungo iter di una vicenda giudiziaria che mi ha visto protagonista e di cui le allego Il link nel caso volesse darvi un’occhiata più approfondita.  http://www.soulness.it/Cronaca%20Amore_1.htm  Le racconto di seguito in estrema sintesi i fatti oggetto di questa mia denuncia:

Il 20 Maggio si é svolto il processo di appello per la nota vicenda che ha avuto un grande clamore medatico. La mia speranza e quella del mio avvocato Flavia Sandoni era alta, per un atto di Giustizia che potesse ribaltare e compensare la vergognosa sentenza di 1° grado. Dopo un primo rinvio nel mese di Febbraio, ed una inutile attesa di diverse ore, speravamo che stavolta il processo si svolgesse con tempi di attesa degni di un paese e di una giustizia evoluti, e invece... Dopo un'attesa di ben 7 ore nei poco ospitali corridoi del palazzo della Corte d’Appello di Bologna, e dopo avere spostato il nostro processo dalla ottava alla sedicesima ed ultima posizione, per potere valutare il caso con maggiore calma, (così hanno detto al mio avvocato), finalmente arriva il nostro turno.

Inizia l'arringa della pubblica accusa, dove il procuratore generale, enuncia parole da brividi, che per un istante mi fanno dubitare di trovarmi in un aula di tribunale, infatti il p.g. per giustificare una sentenza vergognosa (quella di primo grado) ed indifendibile, si arrampica sugli specchi fino ad arrivare a sostenere che pur nell'evidenza di un uso continuato per anni di droga ammesso (solo in minima parte) come era abbastanza ovvio che fosse, dalla stessa Lisa e tuttavia presente in modo inequivocabile in atti, sostiene però,  il p.g., che nelle ultime settimane prima del sequestro Lisa aveva fatto "soltanto" uso di cannabis, e che quindi la cosa non era poi così grave da giustificare un atto di  forza come il sequestro da me attuato, per aiutarla a risolvere i suoi problemi con la droga. Volendo forse per comodo, dimenticare che l’uso discontinuo di droga non è una novità per i tossicomani, e Tralasciando tutta una serie di motivazioni non di poco conto come ad esempio lo stato grave e precario di salute psicofisico in cui Lisa era venuta a trovarsi a causa dell’uso di droga, situazione di cui anche la stessa madre di Lisa da’ conto agli inquirenti, nelle dichiarazioni in atti. Elementi questi dei quali non si è voluto minimamente tenere conto, perché all’inizio c’era da creare un mostro con relativo scoop mediatico, che gratificasse l’ambizione e la vanità di alcuni inquirenti, che pensavano più alle proprie ambizioni carrieristiche che alla VERITA’ dei fatti, e poi, in seguito, ovviamente c’era da non smentire un teatrino così ben accuratamente messo in scena. A sostegno della mia tesi,  risultano Illuminanti e determinanti le parole della psichiatra, la professoressa Patrizia Zavatti che concordano nella sostanza con quelle del suo collega il perito del tribunale Professor Giuliano Turrini, che dicono testualmente:“Il gesto commesso dal Pingitore appare in linea con gli ideali di vita che hanno ispirato il suo percorso esistenziale e scaturisce dalla decisione consapevole di aiutare Lisa ad affrontare problemi psicologici e di addiction di tale gravità da configurare a tutti gli effetti un rischio reale per la integrità psico-fisica e finanche per la vita (perizie depositate in atti) Sì ha letto bene  Signor Ministro,  si parla esplicitamente con parole inequivocabili di un pericolo per la vita di Lisa, non di un raffreddore. Ora se gli inquirenti, e il giudice di primo grado, ed il procuratore generale in appello, e i magistrati, hanno voluto passare sopra queste precise e pesanti parole sono liberi di farlo, deve essere un costume diffuso tra alcuni magistrati non tenere in considerazione, ciò che non fa loro comodo per la loro vanagloria o  per le loro carriere. Se anche hanno voluto ignorare i numerosi tentativi “istituzionali” da me fatti per aiutare Lisa, vale a dire, medici, psicologi e servizi sociali, dai quali l’avevo personalmente accompagnata, e/o fatta accompagnare dalla madre, in accordo reciproco, facciano pure c’è un Giudice Celeste il più Giusto di tutti a cui TUTTI siamo chiamati a rispondere delle nostre azioni, prima o poi. Ma lo stesso procuratore generale e quella parte di magistrati di cui sopra, dimostrano una probabile ignoranza pensando e asserendo che la cannabis é meno dannosa di altre droghe come la cocaina. Infatti si dimostra di non conoscere o forse di far finta di non conoscere (il che sarebbe gravissimo) i dati ufficiali sulle tossicodipendenze, i quali sostengono che se é vero che non tutti coloro che provano o usano cannabis, arrivano in seguito a consumare droghe diverse e diventino tossicodipendenti, é vero però che circa il 99% di coloro che sono tossicodipendenti sono passati dall'uso della cannabis. Sulla pericolosità della cannabis odierna, che si trova nei canali dello spaccio, e che viene in modo mirato manipolata per intensificarne l'effetto stupefacente, il procuratore generale, dimostra ancora una volta una probabile ignoranza delle cose, grave ancora di più perché lo stesso, che é un rappresentante dello stato, e del Popolo italiano, quando parla in un atto pubblico come un processo, dovrebbe pesare bene le parole e informarsi su quanto dice. Infatti  attraverso il suo parlare con leggerezza quasi assolutoria dell'effetto dell'uso di cannabis sulla salute delle persone, dimostra di non conoscere che la percentuale di T.H.C. ovvero il principio attivo stupefacente presente nella cannabis odierna, (ripeto manipolata per amplificarne l'effetto stupefacente, aumentandone così la pericolosità) é dalle 18 alle 25 volte superiore rispetto alla cannabis di alcuni anni or sono. Per fare un esempio illuminante, l'effetto devastante é paragonabile alla differenza che passa tra il bere un bicchiere di vino, e berne invece  18  o 25 bicchieri. Le conseguenze disastrose sono facilmente intuibili. Ritengo mio Dovere fare altresì notare che il d.s.m. il libro sui disagi mentali, a proposito dei danni provocati dall'uso e abuso di cannabis cita: Modificazioni patologiche clinicamente significative sul piano comportamentale e psicologico dovute all'effetto della sostanza sul sistema nervoso centrale e che si sviluppano durante o poco dopo l'assunzione della sostanza per citarne solo alcune: delirio, psicosi, scompensi e attacchi cardiaci, depressione, schizofrenia. In oltre.. rischio di incorrere in malattie degenerative del sistema nervoso centrale etc..  Ora posso anche capire che per il procuratore generale e per alcuni suoi colleghi e anche per una certa stampa, queste possano essere patologie non gravi, sul piano della comprensione personale, ma quando si agisce per nome e per conto del Popolo Italiano e quindi anche a nome mio, io pretendo, Signor Ministro che vengano dette cose corrispondenti alla verità dei fatti.  Specialmente se da certe inesattezze o leggerezze, dipende la vita delle persone. E’ importante,  ricordare che in  Italia, l’uso e l’abuso di cannabis è considerato illegale(art.73 D.P.R. 309/90). Inoltre poco importa se una persona decide di autodistruggersi con alcool, cannabis cocaina, o altro, ciò che è a mio avviso importante salvaguardare il diritto alla vita e alla salute di ogni persona, pur nel Rispetto della sua sacra libertà individuale, mettendo in atto tutto quanto è in nostro potere per aiutarla, violenza esclusa. Utilizzando soprattutto l’ingrediente principe indispensabile in ogni azione di aiuto o di sostegno: L’AMORE.  Io questo, sono certo,  l’ho fatto! Per questo non ho nulla di cui vergognarmi o di cui pentirmi, e quando mi alzo alla mattina posso ancora guardarmi allo specchio e sorriderMi e Sorridere alla Vita.  Ad ogni modo, a me personalmente  preme soltanto far notare gli effetti dannosi sulla salute umana, dell'uso e abuso delle droghe in genere, per aiutare le persone a riflettere e fare scelte più consapevoli, in modo che i giovani in particolare, ma anche i meno giovani, non vi finiscano invischiati. Molto poco, invece, mi interessano gli aspetti legali e/o sanzionatori, perché grazie a Dio non sono il giudice di nessuno, voglio lasciare questa tremenda responsabilità a chi ha deciso di fare del giudizio sulle persone una professione, augurandomi che i magistrati etici crescano di numero.  Il mio solo interesse in questa vicenda è sempre stato il Bene di Lisa, e nella vicenda giudiziaria, era ed é la VERITA' dei fatti. Ero certo che la Verità da sola mi avrebbe difeso, perché, ingenuamente non avendo mai avuto a che fare con vicende giudiziarie, credevo che tutti i magistrati fossero persone giuste, e operatori al servizio della verità. Purtroppo dopo questa esperienza di battaglie giudiziarie di anni, e dopo 15 mesi di prigione, sono arrivato alla amara ammissione a me stesso che non è così, non tutti i magistrati sono persone giuste, così come non tutti i membri delle forze dell’ordine, non tutti gli avvocati, non tutti i giornalisti,etc, perché non è una questione di categorie da difendere ad oltranza e a qualunque costo, ma di ETICA e di COSCIENZA PERSONALE, e uno ce l’ha o non ce l’ha. La Giustizia è Etica applicata, ed è una scelta individuale, scelta o non scelta della quale ogni persona indipendentemente dalla professione risponde alla propria Coscienza.

Per tornare alla cronaca del 20 Maggio, Signor Ministro, mi preme anche mettere in evidenza, l'atteggiamento discutibile tenuto dai magistrati che dovevano giudicare, i quali hanno mostrato la massima attenzione al discorso del procuratore generale, e come, gli stessi invece, si siano letteralmente disinteressati, addormentati nel vero senso della parola, forse esausti per il lungo turno di lavoro, il che é umanamente comprensibile. Risulta invece meno comprensibile e condivisibile il fatto che il p.g si sia allontanato dall’aula mentre parlava il mio avvocato, dimostrando, qual’ora non vi fossero stati motivi di estrema gravità e urgenza quanto meno una mancanza di tatto e di dovuta attenzione se non di educazione. Nel mentre i magistrati giudicanti, tra un momento di sonno e l’altro, impedivano a più riprese al mio avvocato di esprimere compiutamente la sua Tesi Difensiva invitandola più volte a concludere facendo pressione e a mio avviso abusando del loro potere e del ruolo istituzionale che dovrebbe essere svolto con pazienza e senso di umanità, e volto sempre a favorire l’emersione della Verità dei fatti dando all’imputato sempre la possibilità di Difendersi, anche dopo tante ore di lavoro, (perché l’imputato che è sempre e comunque una persona, non ha responsabilità se la macchina della giustizia è malfunzionante, e spesso contribuisce a creare malagiustizia invece di giustizia). Il risultato é  stato che il mio avvocato, a causa della pressione esercitata dai giudici, ha dovuto ridurre una tesi difensiva che richiedeva circa un'ora di discussione, a pochi minuti, con la conseguenza di non toccare passaggi chiave di fondamentale importanza per l'esercizio INVIOLABILE ALLA DIFESA, previsto in modo inequivocabile anche dalla Costituzione Italiana. Inoltre, anche a Me é stato impedito di esprimere compiutamente il mio pensiero difensivo, e di esercitare un mio legittimo quanto inviolabile diritto, e le poche parole che mi é stato permesso dire, me le sono dovute ritagliare con energia inquieta, con il rischio di entrare in collisione con i giudici, e peggiorare una situazione che già a quel punto appariva ormai compromessa. Credo che questa sia una grande INGIUSTIZIA e una ulteriore dimostrazione di come sia necessaria una riforma e soprattutto un esame di Coscienza da parte della magistratura tutta, e di iniziare a pensare al lavoro di magistrato, come ad una missione da svolgere con la massima umiltà e la massima umanità possibile. Talvolta invece capita di vedere sui volti di alcuni magistrati, occhi arroganti pieni di superbia e pregiudizio, frutto della non comprensione del profondo significato del loro ruolo istituzionale, ma ancora prima del loro ruolo Umano, per fortuna  esistono anche tanti bravi magistrati. Desidero citare un magistrato che mi ha favorevolmente impressionato per la sua umanità, e comprensione, che è stata la dottoressa Cristina Beretti, la quale Le faccio notare, disse al mio avvocato di allora che il carcere non era certo il posto adatto per il sottoscritto.

In conclusione, Signor Ministro, il 20 Maggio 2009 è arrivata una sentenza, che date le premesse, appariva quasi scontata, che ha visto applicare una condanna  a due anni, pena comunque quasi dimezzata rispetto ai tre anni e otto mesi del 1° grado, con il beneficio concesso della sospensione condizionale, beneficio non si sa perché negato invece in modo arrogante e arbitrario dal giudice Riccardo Nerucci in 1°  grado. Rimane la  domanda irrisolta del perché il giudice di 1° grado non abbia concesso la condizionale?  E come mai il suo parere era così distante da quello della Corte di Appello di Bologna che nelle motivazioni della sentenza dice che mi sono state riconosciute e concesse le attenuanti dell'aver agito PER PARTICOLARI MOTIVI DI RAGIONE SOCIALE E MORALE. Che in termini giuridici, come spiegatomi dal mio avvocato significa che hanno riconosciuto VERITIERE LE RAGIONI DEL MIO AGIRE Questo conferma in linea di principio le dichiarazioni rilasciate dalla Procura di Reggio Emilia all’epoca della mia detenzione, la quale per ben tre volte alla stampa dichiarava: Le dichiarazioni di Pingitore, sono ritenute dalla Procura e dagli inquirenti come attendibili perché ogni passaggio ha trovato riscontri precisi. Ora Signor Ministro mi dica Lei perché io faccio un po’ fatica a capirlo, se io ho detto la Verità, (come appare evidente anche alla luce delle parole della Procura di Reggio Emilia, prima e dei Giudici della Corte di Appello di Bologna in seguito) chi non l’ha detta? E SOPRATTUTTO, perché non si é tenuto conto DELLA VERITA’ DEI FATTI NELLA SENTENZA DI 1° GRADO? Emettendo una sentenza che da un punto di vista faceva acqua da tutte le parti ?

Mi viene spontaneo riflettere che se questa vicenda si fosse svolta in un paese civile ed evoluto, dove le persone vengono arrestate e trattenute in galera solo dopo l'iter processuale completo, non mi sarei fatto nemmeno un giorno di galera, mentre così oltre al danno di una non assoluzione, anche la beffa di essermi fatto 15 mesi di galera solo a scopo istruttivo, e da questo punto di vista, Signor Ministro non li rimpiango, ma dal punto di vista della GIUSTIZIA, il 20 Maggio 2009 si é consumata un' altra pagina delle numerose pagine di ordinaria INGIUSTIZIA e MALAGIUSTIZIA che si scrivono purtroppo quotidianamente in Italia.

Una ultima riflessione mi corre obbligo farla e condividerla con Lei Signor ministro, come mai nel 1987, oltre l’82 % del Popolo Italiano avente diritto di voto, decise che i magistrati dovessero essere ritenuti responsabili “almeno” sul piano civile dei loro errori commessi nel giudicare le vite degli esseri umani. In seguito si trovò uno stratagemma con cui il parlamento annullò di fatto la volontà Popolare, vanificando così l’energia espressa in modo chiaro dalla stragrande maggioranza degli Italiani. Perché? Se devono pagare tutte le classi lavorative per i propri sbagli, medici compresi, perché la casta dei magistrati non dovrebbe pagare, quando giudica in modo sbagliato e rovina la vita a molti esseri umani? Sono forse una casta di eletti di cui mi è sfuggita la sacra unzione da parte di chi?

Egregio Signor Ministro, confidando in una sua pronta quanto a mio avviso dovuta indagine e alla Procura di Reggio Emilia per verificare se le risultanze delle indagini siano state adeguatamente messe a disposizione della Difesa dell’imputato per l’emersione della verità dei fatti, e se non vi siano state da parte degli inquirenti negligenze superficialità e omissioni, e abusi di potere che possano avere leso e in qualunque modo violato il Diritto alla Difesa dell’imputato ovvero del sottoscritto e  nel caso di evidenti negligenze, assumere quei provvedimenti che Lei riterrà suo dovere adottare.

In ossequio a quella Nobile Parola di cui tutti dovremmo essere Servitori: “GIUSTIZIA”  sono a chiedere a Lei così come fatto precedentemente al suo predecessore in data 24 Luglio 2007, SEMPLICEMENTE GIUSTIZIA.

La ringrazio per la Sua Cortese Attenzione.

Un cittadino Italiano che continua a credere nella GIUSTIZIA e nella VERITA’.

In FEDE

PIETRO PINGITORE

 

  • 16             Dicembre            2009     "L'Articolo che non fu":        In un sistema, quello dell'informazione, così poco abituato alla Verità anche solo dei fatti, e alla Giustizia, anche solo dei piccoli gesti quotidiani, non stupisce che vi siano strumentalizzazioni della verità dei fatti, appunto, per pilotare le menti delle persone leggi opinione pubblica, verso il risultato gradito al potente, o se preferite dirla con il Grande TOTO', al caporale di turno. Per cui essendo la mia vicenda giudiziaria che trovate su questo stesso sito alla pagina, "cronaca: Atto D'Amore"   http://www.soulness.it/Cronaca%20Amore_1.htm  divenuto oramai come si dice in gergo un "cold case" un caso freddo del quale non frega più una mazza a nessuno, ho deciso, non avendo trovato giornalisti coraggiosi, di scrivere da ME, un articolo che avrebbe potuto benissimo essere stato scritto da un giornalista dotato di una cosa che dovrebbe essere connaturata in coloro che decidono di fare questa nobile professione, ovvero una normale dose di Etica. Buona lettura. 

    “La gazzetta della Verità”

    Pingitore una Vittoria a metà

    Bologna il 04 Ottobre 2009

    Durante il processo di appello svoltosi il 20 Maggio 2005, la Corte di Appello di Bologna, ha praticamente dimezzato la pena inflitta a Pingitore, portandola dai tre anni e otto mesi della sentenza di primo grado, a due anni con sospensione condizionale della pena. Riconoscendogli, FATTO ESTREMAMENTE SIGNIFICATIVO, per altro, l’attenuante di “AVERE AGITO PER PARTICOLARI MOTIVI DI RAGIONE SOCIALE E MORALE”. Una sentenza piuttosto lontana dalle aspettative di Pingitore e del suo Avvocato, che puntavano dritti all’assoluzione, ma che segna comunque un altro punto a favore di Pingitore. Così come precisa l’Avvocato difensore Flavia Sandoni, la quale  dice: “Da un punto di vista giuridico le parole della Corte di Appello di Bologna, sono di grande Rilevanza, infatti riconoscendo al Pingitore come VERE LE RAGIONI DEL SUO AGIRE, e riconosciute le attenuanti  “ DELL’AVERE AGITO PER PARTICOLARI MOTIVI DI RAGIONE SOCIALE E MORALE" stabiliscono anche una volta per tutte in modo chiaro ed inequivocabile, non solo la Nobiltà di intenti del pingitore, ma evidenziano come il Pingitore sia stato l’UNICO in TUTTA questa complessa vicenda a dire in ogni fase processuale e investigativa, sempre LA VERITA’ dei fatti nuda e semplice, fatto questo per altro lampante nella lettura attenta degli atti di indagine". Questo per altro era stato anche riconosciuto a Pingitore  dalla stessa Procura di Reggio Emilia e dagli stessi inquirenti già durante il processo di primo grado, i quali più volte sui media evidenziarono come Pingitore avesse sempre detto la Verità.  Oggi la Corte di Appello ha aggiunto un’alta freccia nell’arco di Pingitore, infatti se anche non si può parlare di una Vittoria, non si può nemmeno parlare di una sconfitta, così come ci dice lo stesso Pingitore: “In un sistema così poco abituato alla Verità, sia pure alla semplice Verità dei fatti, le parole di motivazione della sentenza pronunciate dalla Corte di Appello di Bologna, mettono fine alla diatriba mediatica su chi abbia in questa vicenda detto la Verità e chi no . Ponendo di fatto ogni Attore della vicenda di fronte alle proprie responsabilità e davanti al Giudice più intransigente di tutti, la propria Coscienza. Considero le parole della Corte di Appello di Bologna come una Personale Vittoria Etica, nonostante i 15 mesi trascorsi in prigione queste parole sanano in buona parte le ferite di una sentenza di primo grado vergognosa e di un massacro mediatico altrettanto vergognoso e squallido fatto da giornalisti troppo compiacenti e zerbini delle procure .”  E aggiunge, “Non porto rancore a nessuno, Sono in Pace e troppo impegnato a Vivere, e a portare avanti il Progetto SOULNESS. Sono Felice nonostante tutte le avversità e le difficoltà che ho dovuto affrontare, mi sono servite a Migliorarmi, a Crescere e ad EvolverMi. Mi spiace per coloro che cuociono bruciando ancora nel loro brodo Karmico. Ora Il Mio Cuore é Colmo d’Amore e Vola Alto come un’Aquila nel Cielo guardando dritto il Sole. Pace."         

    A noi invece semplici spettatori e uomini comuni, viene da chiederci, come sia possibile questa dicotomia tra verità dei fatti enunciata e difesa ad oltranza dall’imputato Pingitore, dimostrata dagli atti di indagine e riconosciuta senza ombra di dubbio, come  appare ormai provato anche alla Luce delle motivazioni di sentenza della Corte di Appello di Bologna e le motivazioni invece di una condanna tanto pesante e severa quanto ingiusta come appare ormai a questo punto delle cose, quella emessa dal tribunale di Reggio Emilia. E come sia potuto accadere che si tentasse di fare passare Pingitore per un irresponsabile squilibrato, tentativo questo poi fallito a seguito delle perizie disposte dal tribunale, che evidenziarono invece non soltanto la sanità mentale del Pingitore, ma anche il grande senso di responsabilità e altruismo del suo Agire. Questo oggi trova conforto anche nelle motivazioni di sentenza della Corte di Appello di Bologna. In buona sostanza alla luce di tutte queste evidenze viene da chiedersi: chi aveva paura della Verità di cui Pingitore era portatore? E Ci viene spontaneo chiederci anche: chi in procura ha voluto fare orecchie da mercante e  perché? Non ultimo va evidenziato che se Pingitore avesse affrontato il processo da uomo libero così come dovrebbe avvenire in ogni Paese Civile, non avrebbe mai varcato la soglia del carcere, particolare non di certo trascurabile e che evidenzia ancora una volta se ce ne fosse bisogno, quanto il sistema giudiziario italiano, sia ben lungi dall’essere un sistema giusto. Nel frattempo Pingitore ha deciso di ricorrere alla Corte di Cassazione.

    Scritto da Pietro Spada, alias Pietro Pingitore :-):-)

    Libero Giornalista della Gazzetta della Verità

(continua...)

Vedi anche:  http://www.soulness.it/il%20fondatore.htm    http://www.soulness.it/la_tua_voce.htm

 

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